Fare le scelte giuste nella vita

Opzione o avanti che è meglio

Man mano che la conoscenza e le capacità operative sono aumentate, permettendoci di risolvere problemi e controllare meglio la realtà, più i nostri dilemmi si sono complicati. Paura di decidere: le forme più frequenti La paura di sbagliare La paura di sbagliare è probabilmente la più ricorrente. Questa percezione dipende dalle sue caratteristiche personali e capacità acquisite.

Il fascino dell’opposto

Ovvero con quanto ci riteniamo capaci di valutare al meglio le cose sostenendo il peso delle decisioni prese e dei loro effetti. Ovvero la voce e i pensieri ricorrenti che minano la fiducia nelle proprie risorse e capacità. Molti tra coloro che sono in questa condizione spesso ricoprono ruoli di responsabilità, poiché si impegnano molto di più di coloro che non devono dimostrare ogni giorno a se stessi il proprio valore.

Per dimostrare a me stesso che opzione o avanti che è meglio, lo dimostro agli altri e al mondo. Più ho successo nel vincere con il mio persecutore interno, più gli offro la possibilità di perseguitarmi.

Questo perché le responsabilità e i rischi aumentano in misura delle aspettative che altri hanno verso di me, proprio grazie ai risultati raggiunti.

Ed ecco che si ottiene un successo disastroso. Anche in questo caso le manifestazioni sintomatiche possono variare. Il problema, in questo caso, è costituito dal confronto e dai successivi giudizi da parte dei presenti. Spesso questo disturbo è associato alla paura di parlare in pubblico, associata a sua volta dalla paura di arrossire, di sudare e bloccarsi nel parlare. Spesso gli altri vengono percepiti come una minaccia, come nemici pronti a colpire al minimo segno di debolezza.

La paura di esporsi al giudizio viene il più delle volte tenuta nascosta per vergogna e per questo non affrontata. Tuttavia, chi soffre sviluppa frequentemente grandi abilità relazionali e diplomatiche e appare come mediatore e persona capace di gestire al meglio gli altri. Il paradosso è che la debolezza nascosta viene percepita come dote e capacità. Le persone che ne soffrono sono costantemente ostaggi del loro volersi sentire apprezzati e amati.

È proprio il dover nutrire questa fame di accettazione a rendere molto popolare e apprezzato chi ne è affetto. Egli si mostrerà iperdisponibile, attento ai bisogni altrui e sensibile.

Simili o complementari?

Ma anche la più preziosa delle medaglie ha il suo rovescio. Infatti, quando la persona deve prendere una decisione spiacevole, avrà sempre il timore di perdere anche solo in parte la sua popolarità.

Ovvero decidere qualcosa che non lo farà sentire apprezzato. Anche in questo caso i sintomi oscillano da ansia e costanti dubbi a ricerca continua di consenso, panico, incapacità a decidere.

La miglior arma per affrontare la disperazione è la voglia di vivere

Da cosa dipende la paura di decidere? Per risolvere il problema la persona andrà guidata a sostituire le modalità fallimentari con cui gestisce le situazioni con altre funzionali. Compulsioni La persona diviene vittima del dover svolgere azioni ritualizzate che lo rassicurano opzione o avanti che è meglio alla decisione da prendere.

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Il fenomeno più frequente è rappresentato da chi, prima di compiere una scelta, ricontrolla ripetutamente il processo e le singole fasi che lo hanno condotto alla decisione, costringendo il soggetto a nuovi controlli, bloccando la capacità di decidere.

Dubbio patologico In questo caso la compulsione diviene mentale e si esprime nel porsi continuamente dubbi riguardo alla correttezza di una decisione.

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Ad esempio la scelta di un abito, di una vacanza o del ristorante dove portare a cena qualcuno a cui teniamo. Non è dunque complicato cosa scegliere di fare, ma metterla in atto comporterà, insieme ai vantaggi, anche degli effetti indesiderati. Esistono poche situazioni nelle quali assumere una decisione porta solo ad effetti desiderati. Tuttavia, anche in questo caso, è la percezione della persona a determinare il livello di difficoltà della decisione.

Il dubbio patologico è la conseguenza diretta del continuare a cercare spiegazioni, analisi che danno la certezza della correttezza della decisione. Ovviamente non solo non si trova la certezza, questo atteggiamento mentale condurrà alla totale irrazionalità.

La persona si perderà dentro la propria palude mentale proprio a causa dei passaggi logici per giungere alle scelte corrette.

Ad esempio, il caso di colui che decide di avere un chiarimento con il suo capo, ma di fronte a lui non riesce ad aprir bocca; quello del genitore che sa di dover vietare al figlio determinate cose, ma che poi cede alle sue richieste; un partner tradito che decide razionalmente di rompere il rapporto, ma poi non riesce a lasciarla.

Da cosa dipende la paura di decidere?

Le performance atletiche esplosive, le azioni militari, le attività di soccorso in condizioni estreme. In questo caso non siamo noi a decidere, ma la circostanza. La paura di decidere: strategie e stratagemmi per superarla Il primo passo per restituire alla persona la capacità di decidere efficacemente è addestrarla a superare i limiti che le sue paure le impongono.

Altrimenti si formano persone e professionisti competenti e abili, ma incapaci.

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Il risultato della gestione vincente della paura è il coraggio, non la sua cancellazione. Vediamo come.

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Nella fase iniziale la persona è condotta sperimentare per la prima volta il cosiddetto effetto paradossale. Gli viene prescritto di pensare di proposito per un certo numero di giorni e per 30 minuti al giorno, opzione o avanti che è meglio in una stanza, i pensieri più minacciosi.

Paradossalmente, essi non si presentano, oppure non sono più accompagnati dalla percezione di paura e dalle reazioni concomitanti.

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In questo modo imparerà a gestire i propri timori senza più perderne il controllo. Associando questa ristrutturazione mentale alla tecnica della peggiore fantasia, la persona riesce gradualmente ad affrontare situazioni e condizioni sempre più spaventose, superando la paura e recuperando la fiducia nelle proprie capacità.

Se ripetuta, questa soluzione finisce per aumentare sia la paura, sia la sfiducia in se stessi. Ovvero pensando che ogniqualvolta chiediamo aiuto non solo non risolviamo il problema ma addirittura lo consolidiamo peggiorando pericolosamente la situazione. Il panico è il frutto della ripetizione nel tempo di evitamento, richiesta di aiuto e tentativi fallimentari di controllo della paura non accetta. La sera si verifica se le previsioni catastrofiche si sono realizzate.

Infine, verificare alla sera cosa si è realizzato delle previsioni è un modo per smontare il meccanismo del pensiero catastrofico. Anche nel caso in cui gli eventi previsti si dovessero concretizzare, questa procedura li rende più accettabili e gestibili. Lo stesso vale anche quando nutriamo risentimento o ostilità nei confronti di qualcuno. La persona detestata ci sembra più accettabile. Alla fine potrebbe quasi opzione o avanti che è meglio.

Questo significa bloccare lo slancio della ragione a voler trovare la risposta giusta anche di fronte a domande sbagliate. Per riuscirci, ancora una volta, la paura va trasformata in una risorsa.

Si deve cioè creare la paura di rispondere a dubbi patologici per evitare di rimanervi intrappolati. Se la persona applica questo stratagemma per qualche settimana, il tarlo mentale viene eliminato e il opzione o avanti che è meglio tiranno si risolve. A un problema basato su un eccesso di razionalità si applica un virtuosismo razionale in grado di ricondurre la mente alla sana ragionevolezza.

Pertanto, lo stratagemma consiste nel dare ai pensieri e alle immagini che ci ossessionano uno spazio e un tempo affinché la mente li rifiuti spontaneamente. Questa vera e propria tortura volontar ia scatena una reazione avversiva naturale.

La mente, in questo modo, rifiuterà tali pensieri e immagini, disinnescando il meccanismo ossessivo. Infine, quando il disagio si esprime nel strategia quotidiana per le opzioni binarie compulsivamente tutte le fasi del processo decisionale prima di attivare la decisione, si deve applicare un altro stratagemma.

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